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“Ecco, egli è qui” (omelia del 2 febbraio)

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Icona della Festa dell'incontro Un vecchio e un bambino …: cominciava così un famoso testo di un grande cantautore italiano. In un certo senso anche il testo evangelico di oggi racconta di un incontro tra un vecchio – Simeone – e un bambino speciale – Gesù: un incontro che aspettava da tempo. Da una vita. Un incontro che raccoglie come frutto maturo il senso di una vita di attesa, nella serenità e nella gioia di chi sa che tutto è nelle mani di Dio: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele. La visione di Simeone, come del resto la visione di ogni credente, è sempre una visione profetica e quindi una visione nella speranza, propria di chi sa leggere la storia con gli occhi di Dio. Prendendo in mano (mano!) il bambino Gesù, Simeone esulta e percepisce il mistero di Dio in quella fragil...

Il Regno secondo Gesù

Basilea. Che bel nome. Basilea è una bellissima città Svizzera, la terza città per importanza del paese, dopo Zurigo e Ginevra. 170mila abitanti, con ben 40 musei, un museo ogni 4000 abitanti. “Basilea” significa “regno”. La Basilea svizzera assomiglia molto ad un regno fatato o almeno ad una città quasi perfetta. Ecco, quando noi  pensiamo al Regno di Dio forse ci viene spontaneo pensarlo un po’ come una città svizzera: una città perfetta. Un luogo pulito e al tempo stesso colorato, silenzioso ed insieme festoso, dove c’è pace e festa. Una città verde ed ecologica, efficiente, con un giusto rapporto tra tasse e servizi, un minimo tasso di criminalità e un alto tasso di occupazione, dove i cittadini sono seguiti da un’amministrazione premurosa e non da una casta di intoccabili ecc. ecc.: Basilea, il Regno di Dio in terra. È proprio così? Certo, dipende dai gusti. Ma la cosa che conta è che questo è il nostro modo di pensare, o meglio, la suggestione e l’illusione che por...

II domenica del Tempo Ordinario - A

Diversamente dai nostri incontri più importanti, di cui di solito ricordiamo molti dettagli oltre al luogo e l’ora, dell’incontro tra Gesù e Giovanni non ci sono tracce geografiche precise, non c’è alcun riferimento spazio-temporale. I versetti precedenti lasciano intendere che avviene nei pressi del Giordano, come riporta il versetto precedente, tra Gesù e il Battista, ma nulla di più. Perché? Perché Giovanni vuole consegnarci l’essenziale della persona di Gesù, cioè il fatto che egli è Colui che viene, che è l’agnello di Dio che porta su di sé il peccato perché su di lui è disceso e rimane lo spirito. Ecco perché Giovanni lo riconosce come il figlio di Dio. Evidentemente è un testo molto elaborato, più che la cronaca di un incontro. È la confessione ecclesiale della fede in Gesù. Il quarto Vangelo attinge ai dati della tradizione sinottica, ma li rielabora in modo originale e potente, mostrando come la rivelazione cristologica viene mediata da una testimonianza umana. Giovanni Bat...